CHIMERA COMIX – seconda edizione

CHIMERA COMIX – seconda edizione

I prossimi 9 e 10 Giugno torna Chimera Comix per la sua seconda edizione!
Parteciperò anche io a questo fantastico evento che si svolgerà a Monte San Savino (AR) e che si prospetta bello ricco di iniziative ed attività per tutti!
Come al solito per scoprire di più, per non perdervi tutte le sorprese della manifestazione e magari per venire a trovarmi nell’Area Comics (Area arancione nella mappa), vi rimando al loro sito ufficiale: http://www.chimeracomix.com/COMIX/COMIX 
                               
Domenica 10 alle 19:30 non perdetevi inoltre la presentazione dell’antologia “Mediterranea” da parte di uno degli autori del volume: Andrea Berneschi, edita da Italian Sword&Sorcery che si svolgerà nell’area Cinema (area nera sulla mappa).
Per questa antologia ho partecipato realizzando l’illustrazione di copertina!
Quindi che dire se non a presto!
DISEGNI FANTASY MARINI: COME REALIZZARE SIRENE E TRITONI

DISEGNI FANTASY MARINI: COME REALIZZARE SIRENE E TRITONI

Come già accennato nell’articolo precedente, la challenge di Maggio dedicata agli artisti e a chiunque ami disegnare e dipingere è #mermay. Ecco dunque un mese dedicato alla rappresentazione del mondo marino e quindi anche a tritoni e sirene.
Proprio per questa occasione mi sono chiesto: dato il periodo, perché non concludere Maggio con un articolo su queste creature mitologiche? Ed eccomi qui!
I punti di forza dei nostri amici sono le caratteristiche acquatiche, e sono proprio queste a dare la  possibilità di tralasciare liberamente tutta la parte della figura umana che va dalla vita in giù, per dedicarsi a code e pinne, vantaggio non da poco per chi si cimenta a fatica con l’anatomia…
Nella letteratura e nella mitologia greca le sirene erano rappresentate come creature dall’incantevole bellezza, metà donne metà pesce, le quali, tramite un suadente canto, assoggettavano incauti marinai, per poi trascinarli negli abissi, e talvolta cibarsene. 
Nella cultura fantasy odierna sirene e tritoni sono presenti in larga parte sempre come bellissime creature, ma talvolta anche benevole e vicine all’uomo, capaci persino di elargire doni.
 
Le loro caratteristiche fisiche sono rimaste pressoché invariate, tuttavia l’ ”evoluzione” nell’immaginario contemporaneo, avvenuta grazie al fantasy, le ha arricchite di interessanti particolari, come pinne e squame dagli sgargianti colori, di mani palmate, di branchie e persino abbigliate con accessori reperiti nei fondali e sulle scogliere. Direi che siano dotate persino di una certa vanità!
 
Quindi diventa molto interessante per me analizzare il tema, soffermandomi a pensare su cosa potrebbe indossare plausibilmente una creatura del genere, qualcosa che sia alla sua portata, caratteristica dell’ appartenenza ad un popolo ed al suo habitat.
Allora via libera a conchiglie, alghe, coralli, lische e perché no, persino vetri colorati, che mi piace immaginare levigati dal moto costante delle onde sulla riva.
Nonostante le origini “seducenti” di queste creature, non è affatto detto che queste non possano essere invece fisicamente molto diverse! Possiamo ipotizzare che al posto della coda abbiano dei tentacoli come un polpo, o che il loro aspetto possa essere deformato, o avvicinarne la somiglianza alla fauna acquatica, tanto per suggerire l’idea che un popolo del genere possa apparire sostanzialmente  diverso dall’ Uomo. 
Data la natura e lo stile di vita, potrebbe essere logico pensare a loro in maniera totalmente diversa da quella tradizionale, ed io, ovviamente, non ho messo freni né limiti alla fantasia, attingendo entusiasta ad un mondo ricchissimo di varianti, biodiversità e quindi di possibilità ed ispirazione!
E divertendomi anche molto! Vi invito quindi a fare altrettanto.
Questo è tutto per oggi cari lettori, continuate a seguire gli articoli sul mio blog.
Un saluto e alla prossima!
SE DICI MAGGIO DICI MERMAY

SE DICI MAGGIO DICI MERMAY

Conoscete Inktober che si svolge ad Ottobre? In quel periodo i profili e le bacheche di moltissimi artisti iniziano a riempirsi di disegni, schizzi e lavori, totalmente realizzati ad inchiostro.
Maggio invece è il mese che ci divide dall’inizio della bella stagione, dalla prova costume, dal mare e dall’ombrellone e non da molto è stato ribattezzato in ambito artistico “Mermay”, per dedicarlo alla personale interpretazione/reinterpretazione di creature e personaggi marini, come ad esempio sirene e tritoni.
Su questo tema ci è concesso di spaziare ulteriormente con la fantasia, liberi di creare ed inventare qualsiasi personaggio ci passi per la testa, purché sia dotato di coda e pinne!
Personalmente sono sempre tentato di seguire queste challenge dall’inizio alla fine, ma mi ritrovo spesso a demordere per non avere il tempo di colmare tutti quei giorni con lavori sempre nuovi ed inediti (lo so che mi fate compagnia in tanti!).
Quindi oggi vorrei rispolverare qualcosa fatto in precedenza e presentare anche qualcosa di nuovo! 

 

Per non rendere la produzione di questo mese troppo ridondante, rischiando anche di annoiarmi e di farvi perdere interesse verso l’ennesima sirena rivisitata in mille salse diverse, mi piacerebbe indirizzare la mia barca verso quello che è un po’ tutto il mondo marino, per poi osservare e catturare con gli occhi.
La mission è disegnare creature e mostri che possano prendere spunto dalla vastità e dalla multiformità di flora e fauna degli abissi.
Solo da poco ho gettato la prima rete… ma vediamo cosa ho già preso!
Il mare e gli oceani ospitano un’infinita varietà di creature, caratterizzate dalle più curiose forme e dai più sgargianti colori, per questo trovo stimolante e divertente poter accostare toni completamente diversi, creando combinazioni che possano rendere omaggio alla bellezza della natura acquatica.
Abbinando e fondendo fra loro le caratteristiche delle più disparate creature marine si possono creare esseri totalmente nuovi!
Proprio recentemente ho avuto modo di acquistare dei nuovi pennarelli con tonalità pastello, della marca giapponese Tombow, già citati negli articoli degli sketch in fiera e delle tecniche con matite e pennarelli.
Quindi quale miglior occasione di “Mermay” per provarli insieme ai “classici” già in mio possesso? 
Anche voi siete in viaggio per mari alla ricerca di sirene e mostri acquatici? 
Se la risposta è affermativa issate la vela, e che il vento vi sia favorevole! 😉
Fatemi vedere i vostri disegni e sketch postandoli sulla mia pagina FB!!
A presto con un nuovo articolo!
 
Andrea
LO SPESSORE DELL’ ARIA

LO SPESSORE DELL’ ARIA

Come far capire, al di là delle dimensioni, cosa è in primo piano e cosa è in secondo piano o sullo sfondo?
Questa è solo una delle miriadi di domande che un illustratore si pone quando è il momento di studiare ed organizzare, in primis nella propria mente, una nuova illustrazione, con qualsiasi tecnica egli intenda realizzarla.
Mi vengono in mente un paio di modi per determinare cosa si trova “davanti” e cosa si trova “dietro” in una composizione artistica.
Il primo è lo “spessore dell’aria”. Vi sarà capitato in più di un’occasione di trovarvi davanti ad un bel paesaggio in un’ assolata giornata, e di osservare il panorama che avevate di fronte. Sicuramente avrete notato come gli elementi verso l’orizzonte come edifici, montagne ed alberi appaiano sbiaditi e velati d’azzurro, man mano che lo sguardo si allontana da noi. Questo effetto è riscontrabile maggiormente all’alba, o, in generale, quando l’aria è più umida o ricca di polveri sottili, e la causa determinante  è la rifrazione della luce solare nelle molecole dell’ariaLa luce “colora” l’ambiente che si  frappone tra ciò che osserviamo ed i nostri occhi. Più c’è distanza più questo è visibile.
Anche quando si dipinge, per dare alla scena la giusta profondità, è necessario sbiadire ed in qualche modo “appiattire” gli elementi che si trovano sullo sfondo. In questo modo l’autore può far sì che lo spettatore non sia confuso dalla moltitudine di dettagli, ma che invece ponga un focus spontaneo su ciò che succede in primo piano.
Per fare un esempio concreto mi vengono in mente i dipinti di Petar Meseldzija:
Per dare l’effetto di lontananza ad uno sfondo, è bene considerare che le ombre si schiariranno andando verso la linea dell’orizzonte, avvicinandosi di tono alle zone illuminate.
Come approccio al dipinto si possono da subito usare tonalità adatte alla circostanza, oppure dipingere nel dettaglio (senza considerare “nere” le ombre) e velare poi di celeste il risultato. Ricordarsi anche di sfocare, sacrificando i dettagli, fino ridurre gli elementi ad indistinte figure sullo sfondo, se il dipinto contempla grandi lontananze.
Vale la pena sottolineare che il tono della velatura è sempre soggetto alla tonalità delle luci che stiamo dando: se l’ illustrazione è pervasa da una luce calda come viola o rossa, ad esempio, anche la velatura e tutti i particolari sullo sfondo avranno tonalità calde.
Come, ad esempio, si può notare in questa illustrazione di Michael Komarck:
Un’ altra risorsa che chi dipinge ha a disposizione, per determinare cosa sia “davanti” e cosa sia “dietro”, è quella di ricorrere  ai “superpoteri” della teoria del colore. Generalmente i colori accesi e caldi, come un rosso intenso, risaltano all’occhio più di quelli freddi, dandoci l’impressione che abbiano in qualche modo la predominanza sugli altri. In contrapposizione, colori freddi come il blu, si allontanano.
L’attenta gestione e il controllo del colore in tal senso, scaldando o raffreddando leggermente una tonalità. Ciò può fare la differenza, e far risaltare elementi che tendono a “fondersi troppo nella massa”.
Il dipinto, l’illustrazione, il disegno, dovrebbero contenere, in qualche modo, la “guida turistica” di chi osserva l’opera, e, per fare in modo che ciò accada, l’artista deve inserire tutti i riferimenti-guida di cui dispone, mettendola nelle condizioni di raccontarsi da sola.
 
Questo è tutto per oggi. 
Ciao ragazzi, alla prossima!