LA TANA DEL DRAGO- CENTRO STUDI TOLKIEN

LA TANA DEL DRAGO- CENTRO STUDI TOLKIEN

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Il primo Centro studi in Italia tutto dedicato a Tolkien!

E’ sufficiente una piccola donazione tramite Crowdfunding, o se sei un appassionato ed un collezionista amante dell’arte Tolkieniana, avrai la possibilità di acquistare stampe, sketch ed artwork originali ed unici, scegliendo direttamente dal tesoro degli uomini e degli elfi!

I miei sketch e quelli di altri illustratori ed artisti sono disponibili!

Ma non finisce qui: gadgets, special cards, la splendida raccolta di stampe “Legendarium” di Ivan Cavini e molto di più ti aspettano su Indiegogo!

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Sostieni con noi il progetto,  e presto si potranno aprire le porte della Tana del Drago!
RACCONTARE PER IMMAGINI

RACCONTARE PER IMMAGINI

La grande sfida che ogni illustratore deve raccogliere è quella di raccontare, rappresentare per immagini il carattere, la personalità e/o il sentimento dei soggetti di un dipinto. 
L’espressione massima si ottiene quando solo guardando l’illustrazione tutto ci appare chiaro e l’obiettivo di comunicare è raggiunto.
Elementi anatomici come gli occhi, le mani, le espressioni del viso sono di solito i più “chiacchieroni” ma in generale qualsiasi parte del corpo se colta nel suo giusto momento può raccontarci molto. 
Uno dei maestri del passato che a mio avviso ha dettato legge su questo argomento è stato Norman Rockwell, un illustratore americano autore di innumerevoli immagini per il Saturday Evening Post, il quale conosceva molto bene l’importanza del linguaggio del corpo, comunicando  tramite le sue tantissime opere con un “alfabeto” comune e chiarissimo a tutti.
E’ stato un grande soprattutto per il suo impegno nel rappresentare sia il quotidiano e la tradizione della società americana sua contemporanea, sia i temi delle grandi guerre che segnarono il XX secolo.
Ricordo con grande emozione la mia visita all’esposizione di alcuni suoi oli che c’è stata a Roma qualche anno fa, da cui ho riportato un souvenir appunto intitolato “Rockwell”. Si tratta di un volume ricco di immagini che illustra la sua storia come artista e persona. Davvero una bella esperienza.
A condividere con Rockwell, nei primi del ‘900, questo gusto per l’enfasi della posa e dell’espressione talvolta quasi caricaturale, è stato J. C. Leyendecker, altro autore degno di nota, i cui bozzetti e studi ho sempre trovato molto interessanti e stimolanti per la mia ispirazione.
Dedico parecchio tempo allo studio di maestri come questi che ho citato, cercando di rielaborare con un occhio più moderno la lezione da loro impartita, applicando ciò che ho imparato al fantasy e ai temi che mi trovo a trattare.
Vi lascio citando una frase di Norman Rockwell che trovo sia vicina ai dubbi che assalgono molti illustratori, viaggiatori come me sull’impegnativa strada della crescita e del miglioramento espressivo nella narrazione figurativa. Il traguardo che ciascuno di noi si propone non è facile da raggiungere, ma i sacrifici e i fallimenti devono essere il trampolino per saltare più in alto.
 
…Ma il mio peggior nemico è l’idea sensazionale. Di quando in quando cerco di dipingere la GRANDE opera, qualcosa di serio e colossale che cambierà il mondo… E’ al di fuori della mia portata, superiore alle mie forze… Non che abbia mai smesso di provarci!”
Norman Rockwell
 
Andrea
Andrea Piparo a LUCCA COMICS 2017

Andrea Piparo a LUCCA COMICS 2017

Anche per quest’anno l’edizione di Lucca Comics è terminata

Come per il passato l’affluenza è stata imponente: decine di migliaia di biglietti venduti, di visitatori, curiosi e
cosplay per tutti i giorni dell’evento, tanti illustri ospiti e autori famosi, centinaia di espositori.

Non nego di aver affrontato il viaggio ed essere arrivato a Lucca con molta emozione, per i motivi di cui ho parlato in un articolo precedente: la massa oceanica di persone, le file interminabili , i padiglioni sovraffollati costituivano per me altrettanti ostacoli da affrontare “ lancia in resta” e mi ero adeguatamente preparato.

La sorte e i noti eventi atmosferici hanno invece deciso per me…

Purtroppo, o per fortuna, la casa editrice che mi ha invitato si trovava in una deliziosa piazzetta un po’ defilata rispetto alle vie più frequentate e ciò ha fatto in modo che potessi trascorrere la giornata di sabato sketchando orchi e godendo al contempo della compagnia di quanti venivano a trovarci; sono persino riuscito a fare una passeggiata tra i tanti visitatori che affollavano le vie adiacenti.

Lucca Comics 2017 Sketch

Lucca Comics 2017 Sketch

Incoraggiato dall’assenza di timori e patemi vari speravo di dedicare una parte della domenica alle visite di rito agli stand e ai miei più illustri colleghi.
Già pregustavo un’ incursione tra giochi e videogiochi, tra fumetti, armi, spade … e invece la pioggia di domenica mattina mi ha bloccato e costretto a rivedere il mio bellicoso programma.

Comunque il bilancio i questi due giorni è senza dubbio positivo ed incoraggiante, premessa di nuovi, futuri appuntamenti ai quali arriverò con rinnovato entusiasmo.
Quindi CIAO LUCCA! Ci si vede l’anno prossimo!

 

Andrea

Andrea Piparo a LUCCA COMICS

Andrea Piparo a LUCCA COMICS

Ritorno a Lucca Comics

Dopo tre anni di assenza da quello che è uno degli eventi a tema comics più importanti al mondo, quest’anno avrò l’occasione di tornare nella bella città toscana in festa.
Come molti di voi sapranno, Lucca Comics & Games è un appuntamento annuale che richiama appassionati di fantasy, fantascienza, cinema, fumetti, giochi, migliaia di cosplayers, artisti di fama internazionale, personaggi di spicco del settore, e di conseguenza, decine e decine di migliaia di visitatori ogni giorno di manifestazione.
Decisamente un’ occasione molto importante anche per noi illustratori, una vetrina da frequentare ogni volta che se ne ha la possibilità.

Nonostante l’entusiasmo e l’adrenalina…

Che scorrono a fiumi in tale contesto, per me non è così semplice partecipare a questo tipo di evento e oggi vorrei rendervi noto il perché, raccontando così anche un po’ di me stesso. Ultimati gli studi ho iniziato, qualche anno fa, a far capolino nel mondo dell’illustrazione: mi avvicinavo con timidezza e tremenda insicurezza agli artisti affermati( quando riuscivo ad incontrarli…), i primi clienti e le nuove collaborazioni, per un novellino, erano sempre sfide diverse da affrontare, e, al contempo, cercavo di gestire un periodo delicato della mia vita nel quale mi sentivo molto vulnerabile.

Percepivo un bisogno..

Di essere sempre all’altezza e di dare il meglio in qualsiasi lavoro mi venisse offerto, temevo esageratamente che il mio operato potesse non essere adeguato o non accettato sotto qualsivoglia aspetto. Tutto ciò, sommato al desiderio di non deludere chi riponeva fiducia in me e alle normali insicurezze di chi si affaccia alla vita da adulto, mi procurò forti attacchi di panico e d’ ansia.

Dopo il primo debilitante incontro con questi due ingombranti compagni di vita non riuscivo più a gestire nessuna situazione che in me suscitasse un minimo di stress. Giramenti di testa, sensazioni di svenimento e nausea, impulso istintivo di dover fuggire dal luogo e/o dal momento, erano praticamente all’ordine del giorno, praticamente ogni volta che dovevo uscire di casa.

I luoghi molto affollati e chiusi erano tabù per me.

 

In questo periodo…

si verificò la brutta esperienza della prima partecipazione a Lucca come espositore, nel 2014. Non volevo perdere un’opportunità così importante per un esordiente ma… Mi tremavano le gambe e non riuscivo a camminare in quel mare di persone accalcate, il cuore andava come un treno e avvertivo una sensazione di soffocamento. Sono dovuto andar via, dopo essere ricorso alle cure dei medici sul posto.

Ahimè queste percezioni mi sono state vicine ancora per molto tempo dopo Lucca Comics, ed ogni volta é stata una vera e propria lotta per il controllo razionale di me stesso. La via della “guarigione” è stata lunga e faticosa, ogni passo avanti l’ho fatto grazie alla forza di volontà e all’aiuto di una terapeuta
Ero fermo sulla decisione di non ricorrere agli psicofarmaci, non amo questo tipo di medicinali e volevo dimostrare a me stesso di potercela fare con le mie forze.

Da quell’edizione…

di tre anni fa ne è passata di acqua sotto i ponti, anche se nemmeno ora canterei ad un concerto di fronte a migliaia di persone; sono sempre timido, introverso e se posso evito la luce dei riflettori puntata addosso. Questo è il mio carattere. Ma ho sicuramente combattuta e vinta la mia battaglia. In occasione dell’ imminente appuntamento annuale sono riaffiorati certi spiacevoli ricordi, però…

 

Ora mi sento pronto per riaffrontare Lucca!

Trattandosi dei primi di Novembre darò maggiori informazioni più avanti, così saprete dove e quando poter venire a trovarmi. Ci saranno delle sorprese per quanti vorranno farmi visita e saranno interessati. Per ora non svelo di più. Controllate qui sul sito o seguitemi su facebook alla pagina: Andrea Piparo art per conoscere a breve tutti i dettagli!

Ci vediamo la settima prossima con un nuovo articolo, e, come ho scritto su fb qualche giorno fa: Ogni giorno non bisogna combattere il drago, ma ESSERE il drago! Quindi…SIATE IL DRAGO!

A presto!

Andrea

TECNICA MATITE E PENNARELLI

TECNICA MATITE E PENNARELLI

Salve a tutti! Se avete dato un’occhiata all’articolo precedente avrete sicuramente letto il riferimento ad una tecnica che utilizzo, allo scopo di raggiungere un effetto più compatto ed omogeneo nella colorazione.
Non ho verificato questa tecnica anche con altre marche di pennarelli, quindi leggete l’articolo citato per conoscere nello specifico di quali io faccia uso.
Ho sempre pensato che le sole matite diano alla colorazione un effetto troppo “secco”, se non sono stese bene lasciano piccoli puntini di deposito nella grana sottostante e se troppo “calcate” diventa complicato correggerle; con i pennarelli è difficile trovarne di buoni a prezzi equi e per avere un buon numero di tonalità bisognerebbe accendere un mutuo al negozio d’arte…
Unendo però le matite ai pennarelli è possibile raggiungere un ottimo risultato. Fate in ogni caso delle prove, prima di cimentarvi con quel disegno che vi è venuto così bene…
Come promesso ecco qualche suggerimento.
  • Munitevi di:
  • 1) carta abbastanza spessa, tipo 200 grammi, 2) matite colorate di buona qualità, 3) almeno tre pennarelli in varie gradazioni di grigio.
  • Step 1 : Una volta decisa la tonalità della parte da colorare iniziate stendendo un velo leggero a matita e per ottenere una tonalità più accesa passate con maggiore pressione.
  • Step 2 : Prendete la gradazione di grigio più chiara del pennarello e passatelo sopra la zona a matita. Sarà come se l’aveste colorato con il pennarello del colore prescelto: certo il grigio lo spegnerà leggermente, ma lo si può riaccendere un po’ ripassando sopra la matita.
  • Step 3 : Il pennarello sulla matita ostacola abbastanza eventuali correzioni, ma non totalmente. Ricordate che potete schiarire leggermente la tonalità passando cautamente la gomma pane sulla parte.
  • Step 4 : Per una gradazione appena più scura di quella ottenuta basta ripassare il pennarello appena usato sul pezzo. Si sovrapporrà al precedente scurendolo.
  • Step 5 : Per le ombre più incisive usate gli altri grigi a vostra disposizione. Avendo creato una maschera che rallenta l’assorbimento del pennarello nel foglio, se la stesura dovesse risultare troppo scura la si potrà sfumare con il dito, prima che il colore venga assorbito totalmente.
  • Step 6 : Se avete fatto troppi passaggi e la zona è diventata troppo scura, la si può schiarire un pochino passando sopra una matita bianca o mettendo un poco di Uniposca bianco che, sfumato con il dito, schiarirà la parte. Risulterà però anche meno accesa, perché il bianco l’ appannerà. Ripassate un velo di matita sopra l’Uniposca una volta asciutto. Aspettate che lo sia per bene, altrimenti si sgretolerà con la punta della matita.
  • Step 7 : Per le parti molto in ombra, dove il nero è richiesto per dare profondità all’immagine, suggerisco i Pigma Brush. Hanno anch’essi la punta a pennellino e permettono di lavorare su disegni di piccole dimensioni.
  • Step 8 : Se non avete fatto molti passaggi schermando così la carta, considerate che questi pennarelli sono piuttosto trasparenti ed il supporto comunque ne assorbirà un pochino; quindi aspettatevi che dopo qualche ora il risultato sembri leggermente meno acceso di quando lo avete lasciato. Volendo potrete con cautela ripassate la combinazione matite-pennarello per ridargli incisività.
Questo è in definitiva tutto, nuove sorprese dovrete scoprirle voi sperimentando! Spero di essere stato chiaro e che questo articolo possa essere utile! Se avete domande, suggerimenti o semplicemente volete farmi sapere l’ esito delle vostre prove e il vostro parere, scrivetemi pure su questo blog o sotto al post di facebook relativo a questo articolo!
Alla prossima!
Qualcosa di diverso: il ritratto

Qualcosa di diverso: il ritratto

Non solo fantasy ma anche ritratti…questa è la mia grande passione per il disegno!

Ogni ritratto è, prima di ogni cosa, un atto di affetto, di amicizia, di amore verso qualcuno e anche una forma di idealizzazione. (D.Palladino)

L’ispirazione

Da quando ho iniziato a capire che la matita andava sul foglio e non nel naso ho disegnato e illustrato fantasy.
D’altronde è la mia passione, ed è sempre stata chiara come il sole.
Ma udite udite ho fatto anche qualcosa di diverso!
Uno dei miei primi amori artistici è stato Caravaggio.
Approfondendo gli studi nella storia dell’arte al liceo i miei maestri sono diventati innumerevoli.
Prima di riuscire a tradurre la passione in professione, per qualche anno dopo il diploma mi sono dedicato a commissioni che riguardavano uno degli aspetti più classici dell’arte: il ritratto.

Così nel tempo…

Prima in acrilico e successivamente ad olio, ho dipinto il viso delle persone. Sempre, come è mio solito, cercando di racchiudere nel lavoro un po’ dell’anima del soggetto. Ritengo importante che il committente riconosca non solo la somiglianza, data dall’esecuzione tecnica, ma anche un pizzico della personalità del soggetto ritratto.
Allora sai veramente di aver fatto un buon lavoro.

La tecnica

Ovviamente prima di raggiungere un buon risultato pittorico, è importante raggiungere un buon risultato con il disegno: allora bisogna fare della matita una lancia, della gomma uno scudo ed affrontare tutti i mostri che puntualmente saltano fuori da ogni parte. Una volta soddisfatti con la base, vai di pennello.
Non immaginate quante volte
ho ringhiato di fronte agli occhi strabici, ai denti da mulo, alle pose rigide e poco naturali, all’anatomia sbagliata…
roba che mi sarei mangiato il foglio, la tela e tutti i tubetti.

Tempo e pazienza

Nonostante i nervi suicidati durante il processo, in cui vai di griglia per mantenere le proporzioni del soggetto (chi ha fatto l’artistico mi capisce)… posso dire di aver avuto nel tempo diversi risultati più che soddisfacenti.
Uno dei dipinti di cui vado più orgoglioso è il ritratto di mio nonno prodotto nel 2009 in acrilico su una piccola tela di 20 x 24 cm: purtroppo non ho avuto modo di conoscerlo ma sotto l’attenta direzione di mia madre ed aiutato da una vecchia foto, posso dire di essere riuscito nell’intento!

Altro ritratto…

Di cui vado fiero è quello raffigurante i nipoti di mio zio.
Il quadro di per sé non è grandissimo, una tela di 40 x 60 cm, prodotto nel 2013 ad olio.
Ho la fortuna di poterlo ancora osservare di tanto in tanto.
Il “ritrarre” l’ho sempre trovato interessante e lo abbino spesso anche al fantasy, lì dove posso.
Anche se non c’è la regola fondamentale della “somiglianza”, mi basta che il personaggio sia credibile per il suo ruolo.

Trovo molto stimolante…

Anche il riprodurre materiali, giocare con gli effetti e mettermi alla prova con composizioni e nature morte, cercando di dare a me stesso la sensazione di poterlo toccare attraverso il foglio…ma questa è un’altra storia…
Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
Qui potete trovare anche i miei lavoro fantasy…commentate e fatemi sapere il vostro parere 🙂
A presto,
Andrea
Ritratto Andrea Piparo

ritratto nipoti