TOLKIEN READING DAY E HEROES & WIZARDS

TOLKIEN READING DAY E HEROES & WIZARDS

La mia Pasquetta al “Tolkien Reading Day” si è da poco conclusa, ed è stata fantastica!
Lo scorso 2 Aprile si è svolto a Bucchianico, splendido paese nelle vicinanze di Chieti, l’evento che celebra le opere del Professor Tolkien attraverso diverse iniziative, tra cui la lettura pubblica di alcuni passi dei suoi più famosi scritti. Tutto ciò è stato organizzato dall’associazione “I Beorniani – Abruzzo Terra di Mezzo ; grazie a loro ho avuto il piacere di presentare la mostra a tema fantasy-Tolkieniano intitolata “Heroes & Wizards”, nella quale ho esposto diversi miei dipinti ispirati alle storie della Terra di Mezzo, e anche qualcosa di fantasy più in generale. L’evento è stato ricco di iniziative divertenti e di intrattenimento per tutte le età, come l’esposizione di costumi a tema realizzati da Vereena Stima, le lezioni di lingua elfica a cura di Gianluca Comastri, balli di gruppo in piazza e musica celtica, famosi cosplay ospiti d’onore, come Gandalf, Gimli, Barbalbero e molti altri, per la gioia di appassionati e non, la caccia al tesoro dell’anello ed il menù del pranzo a tema per nani o elfi (a seconda delle preferenze)… Insomma tanti bei momenti che hanno scandito una luminosa, soleggiata giornata.  Dunque un riuscitissimo evento, reso ancor più fiabesco dalla splendida location della bellissima piazza Roma di Bucchianico.

 

Durante questa nuova esperienza non ho mancato di abbigliarmi adeguatamente anch’io, per partecipare all’atmosfera magica che si crea in queste occasioni. Ho avuto modo di conoscere molte belle persone e, spero, nuovi amici, ritagliandomi anche diversi momenti per ridere e divertirmi. Ho realizzato qualche sketch per gli interessati e arricchito un po’ il mio scketchbook, andando avanti con mostri e strane creature fatti di grafite e pennarelli.
Molti sono stati i visitatori dell’esposizione, e sono felice che la mia presenza e la mia produzione abbiano suscitato interesse e curiosità nelle persone che sono venute a trovarmi.
Concludendo, conserverò un ottimo ricordo di questo Tolkien Reading Day, compresa l’intervista realizzata da parte della troupe di “Alessia Morelly – speaker d’Abruzzo” fatta agli organizzatori ed al timidissimo sottoscritto!
Eccoci quindi ai saluti ed ai ringraziamenti! A partire da Nicolas Gentile, organizzatore dell’evento, il quale si è prodigato instancabilmente, con stoica forza di volontà e voglia di divertirsi. Un grande grazie a lui e a tutta la sua famiglia che è stata sempre gentilissima e disponibile. Grazie a “I Beorniani – Abruzzo Terra di Mezzo”, che hanno animato l’evento e che sono stati il cuore pulsante di tutta la giornata, e grazie anche a Veerena e Gianluca Comastri per la simpatia e le chiacchierate in amicizia.
Spero che sia possibile rivederci presto, amici d’Abruzzo, per passare nuovamente insieme altri bei momenti! 
Grato a voi tutti per l’attenzione, vi saluto.
 
Andrea
I TRUCCHI DEI MAESTRI

I TRUCCHI DEI MAESTRI

Qualche articolo fa, ho esposto come sia necessario diventare permeabili, cercando di apprendere i trucchetti dei nostri miti osservando attentamente il loro operato. Tutto ciò quando l’insegnamento nelle scuole, nelle accademie, o nei corsi d’arte risulta per qualche ragione scarno o insoddisfacente.
Personalmente sono sempre stato affamato di “chicche” da apprendere ed applicare, sentendomi sempre un po’ come un bambino che guarda meravigliato uno spettacolo di prestigiatori.
Durante i corsi alla Scuola Internazionale di Comics a Roma, ho appreso, ad esempio, che una velatura verde poteva dare l’effetto di una barba appena rasata. Oppure che le ombre durante il giorno sono blu, e non nere o grigie come pensavo; mi si è aperto un mondo di curiosità e ricerca che non smetto di esplorare.
Proprio per questa ragione, quando ho iniziato ad affacciarmi all’olio, ero impaziente di raggiungere grandi risultati. Incuriosito ho ordinato su Amazon un volume che credevo potesse svelarmi i trucchi e segreti del colore dei grandi maestri. Si intitola: La Tecnica della Pittura ad Olio e del Disegno Artistico di Gino Piva. Edito da Hoepli, con in copertina un ritratto di Rembrandt.
Il libro si è rivelato ricco di informazioni, e anche se non proprio tutte erano di mio specifico interesse, non sono rimasto deluso. Sono proprio questi suggerimenti e curiosità scovati fra le pagine che vorrei condividere con voi:

        

  • secondo Giorgio de Chirico: per dare maggior potenza al verde, bisogna stendere alcune velature di giallo brillante su una base azzurro scuro. Ormai al giorno d’oggi abbiamo a disposizione centinaia di tonalità per ciascun colore, così tante che quasi nessuno pensa più a sovrapporre due primari per avere un secondario. A quanto pare invece bisognerebbe provare!
  • secondo il Maestro Leonardo da Vinci: per dare maggior risalto e brillantezza ai colori trasparenti ad olio (immagino funzioni anche in acrilico, in quanto tecnica utilizzabile in velature) bisogna innanzitutto preparare un fondo bianco, dove poi fare i passaggi a velature. In questo modo i colori applicati sopra dovrebbero risultare più accesi.
  • Rembrandt usava abbozzare i suoi quadri inizialmente solo con un chiaroscuro di bianchi e neri. Rinforzati poi con passaggi di verniciature brune intensificate con leggere quantità di azzurro. Questo come base prima di passare alla colorazione ad olio vera e propria.

 

Come Rembrandt nel suo tempo, e successivamente anche tra i pittori figurativi odierni, fare un passaggio di tonalità brune più o meno calde come base per la pittura, aiutava a ravvivare i colori e ad avere una migliore stesura di questi.
Ne è un esempio il pittore Jacob Collins. In questo suo still life (ed in altri che si possono ammirare nel suo sito: www.jacobcollinspaintings.com ) si può notare come lo sfondo viri sul rossiccio nella parte destra, dove le pennellate sembrano tirare il colore scuro su una base rossiccia.
Se il bruno fosse stato sovrapposto al nero dell’ombra, sarebbe stato più compatto e meno trasparente, come la luce ocra sull’angolo della carta ed il bordo del bicchiere.
Gli insegnamenti riportati sopra non sono che un piccolo assaggio di quello che si può trovare su questo libro a proposito della tecnica ad olio, ma il mio intento è quello di stimolare il vostro interesse… Così vi lascio, con qualcosa in più da portare nel vostro bagaglio di conoscenze da sperimentare (spero) e qualche altra curiosità da soddisfare. 
Perché come diceva il grande Leonardo da Vinci:
 
“Esperienza, madre d’ogni certezza”
 
Come sempre, ci ritroviamo qui la prossima settimana!
 
Andrea
OSCURO RISVEGLIO

OSCURO RISVEGLIO

 
“Ti darò la scelta che a me non fu mai data”
Con la famosa frase di Lestat, uno dei protagonisti del libro “Intervista col vampiro”, apro questo nuovo articolo, raccontandovi passo per passo lo sviluppo di un dipinto a tema fantasy-horror: una vampira.
L’idea, sin dall’inizio, è stata quella di un personaggio che fluttuasse/volasse in un cimitero o in una cripta, realizzato con delle tonalità che fossero prevalentemente cupe e scure, come d’altronde ci si aspetta da un’illustrazione del genere.
Così, una volta messi a punto tutti i dettagli del lavoro e cercate le references, sono partito con dei bozzetti che potessero avvicinarsi al progetto di base. Il primo sketch, con una classica inquadratura frontale, raffigurava la vampira mentre fluttua fra i sarcofagi nell’oscurità di una cripta, appena sveglia, forse alla sua prima notte, con alle spalle le ossa dei defunti, illuminata dalla calda luce di alcune candele.
Nel secondo sketch invece, la donna irrompeva dalla cripta sotterranea, volando verso lo spettatore. La scena era più dinamica, con il piano inclinato per dare più movimento e dramma. Intorno aveva lapidi e tombe illuminate dalla fredda luce della luna.
Entrambe le idee mi piacevano sotto diversi aspetti, ma alla fine ho scelto la prima.
Ho optato per la realizzazione in acrilico. Questo tipo di tecnica però, una volta asciutta, rimane piuttosto opaca, ed i colori perdono leggermente di profondità. Ho voluto, in questa occasione, testare qualche medium che rendesse il risultato più vicino all’olio, mantenendo i colori vividi e brillanti, ed ho acquistato su Amazon un medium che potesse essere utile allo scopo: Glazing medium della Winsor e Newton
Di solito, quando lavoro con i colori acrilici, il supporto che uso è la carta da acquerello, che deve essere abbastanza spessa, proprio perché alcune parti le affronto in velature ed altre più matericamente. In questo caso però, la carta avrebbe sicuramente assorbito il medium vanificando l’effetto lucido, o prodotto un poco elegante risultato a chiazze. Ho optato così per un supporto simil tela più impermeabile: Acrylic pad (canvas textured) sempre della Winsor e Newton.
Quando si inizia un dipinto in tecnica tradizionale sarebbe sempre opportuno partire dallo sfondo, per poi passare poco a poco agli elementi che nell’ambiente vengono in primo piano. Questo per decidere subito le tonalità “timone” del dipinto, e stabilire le fonti di luci che influenzeranno tutte le parti.
Personalmente mi ci è voluto un bel po’ per fare mia questa metodica, perché tante volte è più interessante e stimolante vedere concluso un viso o un personaggio, prima di ciò che ha intorno. Così facendo però, diventa difficile gestire i colori dell’ambiente in cui si muove. 
Data la grande presenza di toni di colore simili tra di loro e di elementi materiali quali muratura, tombe e pavimentazione in pietra, alcune scelte “strategiche” sono state d’obbligo.
inizialmente ho concepito la vampira con dei capelli corvini, ma per farli risaltare meglio sulla parete scura ho preferito successivamente il rosso acceso. Le vesti nere e viola, oltre ad essere quasi un must per un vampiro, evidenziano la pelle marmorea della non-morta e staccano sufficientemente dal fondo, che va progressivamente schiarendosi alla luce delle candele. I gioielli dalle pietre verdi,  gli orecchini e la collana, aggiungono un tocco di colore e fanno da contrappunto vivace al fulvo dei capelli. 
Così, pennellata dopo pennellata, giorno dopo giorno, ho visto “venire alla luce” questa illustrazione: una vampira, che fresca del suo dono oscuro, si appresta ad affrontare i secoli, bella e terribile per sempre…
Spero che articolo e dipinto siano stati di vostro interesse e gradimento!
Come sempre vi saluto e rimando alla prossima settimana con nuovi progetti, idee, illustrazioni e molto altro!
 
Andrea

MITOLOGIKA: LE LEGGENDE DELL’OLIMPO

MITOLOGIKA: LE LEGGENDE DELL’OLIMPO

Lo scorso anno ho realizzato alcune illustrazioni e la copertina per il volume “Mitologika: Le leggende di Eriu, che si è occupato dei miti celtici, presentando, con i testi di Alessia Mainardi e le illustrazioni di cinque diversi artisti, le divinità, gli eroi, i mostri che caratterizzano la mitologia e l’epica dell’Irlanda. Sono tornato a lavorare con il collettivo Casa Ailus su questo meraviglioso progetto dedicato ai miti di vari popoli, per il nuovo volume Mitologika: Le leggende dell’Olimpo.
 
La sezione dedicatami anche in questa occasione è stata quella degli “Eroi”, ed è quindi con grande gioia che ho avuto modo di rappresentare i personaggi che da sempre sono nel mio cuore: Achille, Eracle, Teseo, Perseo, Bellerofonte, Giasone ed Ulisse, ciascuno intento nelle prove e nelle avventure che più li hanno resi famosi in tutto il mondo.
Così, come sempre prima di iniziare un nuovo lavoro, ho fatto i consueti approfondimenti sul tema, pur conoscendolo già piuttosto bene. Dopo qualche bozzetto per individuare l’idea migliore, ho cercato le giuste references, realizzato dei disegni sufficientemente dettagliati ed affrontato la colorazione in digitale. Talvolta non è stato semplicissimo raccontare per immagini, e in uno spazio ridotto, la grande quantità di riferimenti che bisogna prendere in considerazione per rendere riconoscibili i personaggi. Ho quindi cercato, in ogni illustrazione, di focalizzare l’attenzione sull’eroe ritratto, senza dare troppo spazio agli elementi che gli gravitano attorno. Solo ad alcuni particolari più “iconici” come Medusa, il vello d’oro e la Cerva di Cerinea ho dato maggiore risalto, in quanto elementi importanti della narrazione illustrativa per gli eroi rappresentati.
Non solo gli “Eroi” compongono questa raccolta mitologica: all’interno troverete anche i terribili mostri, le capricciose divinità e le indomite donne che hanno forgiato e reso immortale l’epica greca.
La ristampa di “Mitologika: Le Leggende di Eriu” e il nuovo “Mitologika: Le Leggende dell’Olimpo” vi aspettano a Marzo al Cartoomics di Milano, presso lo spazio di Casa Ailus!
Se siete appassionati come me o semplicemente volete saperne di più, quello che vi attende è un gran bel volume, interessante e adatto a tutte le età.
A breve vi aggiornerò con maggiori info riguardo la mia partecipazione all’evento e su dove potrete trovare lo stand del drago Ailus, presso il quale sarò ospite insieme agli altri illustratori.
Rimanete sintonizzati su questo canale!
Andrea
L’IMPORTANZA DELLE REFERENCES

L’IMPORTANZA DELLE REFERENCES

Molti artisti, se non quasi tutti, quando si propongono di iniziare un’illustrazione devono fare i conti con la ricerca e, se ne hanno la possibilità, anche con la costruzione di materiale di riferimento.
Questo vuol dire reperire una certa quantità di foto, di “appigli” che serviranno da guida una volta che bisognerà affrontare la resa di determinati materiali, di pose, luci ed effetti.
Spesso, per raggiungere un buon risultato, è sufficiente cercare in rete, adeguandosi a quello che molti siti di photo stock propongono come delle anatomy reference for artist. Certamente parecchi di questi offrono ottime foto, ma se si ha un’idea precisa e si è determinati a seguirla, creare le proprie references è indispensabile.
A maggior ragione se siete come me, se il vostro stile tende al realismo e vi piace complicarvi la vita.
In questo caso può essere utile chiedere l’aiuto di amici e parenti, i quali possono prestarsi per qualche foto in posa, magari con un abbigliamento adeguato e tanta pazienza, con la luce ben posizionata e lasciando a briglia sciolta la vostra immaginazione.
I fratelli Hildebrandt, storici illustratori dei romanzi tolkieniani, solevano scattarsi foto fra loro e/o agli amici per rappresentare gli eroi della Terra di Mezzo. Questo prima di iniziare a quattro mani il dipinto vero e proprio, in totale simbiosi fra loro!
Alcuni illustratori, per soddisfare le proprie esigenze, creano veri e propri set cinematografici, mettendo i modelli in costume, usando oggetti di scena, indirizzando le luci e soprattutto attivando l’immaginazione per ovviare a tutte quelle situazioni in cui la sola foto non è più sufficiente o non si hanno a portata di mano gli esatti materiali di cui si ha bisogno.
James Gurney ne è un esempio. Infatti il famoso illustratore americano, non avendo certo a disposizione immagini di dinosauri in carne ed ossa da utilizzare, crea spesso con la plastilina i suoi modelli, mettendoli poi nell’ambiente in cui intende ritrarli o avvalendosi appunto di elementi fotografici per la location di scena. 
Con questo metodo di autoproduzione delle proprie references, riesce a creare spezzoni di vita preistorica sorprendentemente realistici!

 

Il ricorso a dei modelli esiste da sempre nella storia dell’arte, e, come ogni aspetto del procedimento creativo, anche questo è in continua evoluzione nel tempo. Con l’ aiuto della tecnologia oggi non c’è limite a cosa è possibile inventare, finché si ha la facoltà di immaginarla!
L’accessibilità ad internet e a programmi come Photoshop hanno facilitato non poco le cose a tutti gli artisti, ampliando a dismisura le possibilità a disposizione, dando la libertà di fare e disfare senza rischiare di compromettere il lavoro già fatto, osando e sperimentando senza problemi.
In conclusione, se la vostra destinazione è il realismo, le references sono indispensabili per essere sicuri di avvicinarsi alla realtà, ma queste (a meno che non lo vogliate…) non devono essere il fine, ma il mezzo per dare vita ai vostri mondi fantastici.
Vi saluto e rinnovo l’ appuntamento alla prossima settimana sempre qui sul mio blog!
A presto,
 
Andrea

RUBARE CON GLI OCCHI

RUBARE CON GLI OCCHI

Parte fondamentale del perenne percorso formativo di un illustratore, disegnatore, fumettista insomma di chiunque abbia passione per fare arte, è quella di diventare in qualche modo insegnante di se stesso.
Purtroppo molte volte i corsi e le scuole non sono all’altezza delle nostre aspettative e molti “segreti” vengono tenuti nascosti agli artisti emergenti. Si dice che necessità faccia virtù : così, con la pratica, l’osservazione ed ascoltando i Maestri che ammiriamo, poco a poco prende forma quello che sarà un giorno “il nostro stile”.
Indubbiamente l’accesso al web  ci facilita tutti per moltissimi aspetti. È molto semplice venire a contatto con le opere di grandi artisti, riuscendo talvolta a visionare qualche “step by step” che può dare indicazioni su come quello stupendo disegno o dipinto sia stato realizzato. Tutorial, immagini e siti d’arte sono ormai alla portata di tutti e in grandi quantità.
Tuttavia, quando se ne ha l’occasione, l’ ideale per imparare o per la ricerca dell’ispirazione, è l’approccio diretto; visitare musei o osservare qualche artista all’opera è senz’altro meglio che stare di fronte ad uno schermo.
Mian Situ
Ricordo con piacere a tal proposito il workshop frequentato a Milano, con John Howe (grande disegnatore e concept artist insieme ad Alan Lee delle trilogie cinematografiche del Signore degli Anelli e de Lo Hobbit), seminario durante il quale ho fatto tesoro dei suoi suggerimenti. Purtroppo non sono eventi frequentissimi e noi affamati di conoscenza rimaniamo sempre con mille domande…
Comunque una delle cose che ho capito è che solo operando come una spugna sull’acqua e divorando con gli occhi quanti più “trucchetti” si riescono a captare si riesce poco a poco ad ampliare il proprio background di conoscenze tecnico-artistiche.
Più si riuscirà a “rubare con gli occhi” più si immagazzineranno informazioni che ci verranno in aiuto nel momento del bisogno.
Certo, seguire come un’opera viene realizzata dal foglio bianco fino alla conclusione è il top dell’insegnamento visivo, ma anche osservare attentamente un lavoro già concluso può dare i suoi importanti suggerimenti: parlo di particolari ovviamente, non sappiamo quanto e come l’artista ci abbia messo mano per arrivare a quel risultato, ma trovo che siano sempre molto utili.
Consiglio a tal fine la ricerca in rete di dettagli e di ingrandimenti di alcune famose opere, così sarà possibile studiarli meglio, scoprendo il “dipinto dietro il dipinto” dei grandi Maestri dai quali vogliamo imparare.
Particolari - Edmund Blair Leighton
Particolari – Edmund Blair Leighton
Nel caso poi del digitale, un file di un’immagine di grandi dimensioni può rivelarci, ad esempio, con quale pennello è stato fatto quell’effetto, oppure qualche colore che nei file a bassa risoluzione non è possibile vedere, e molto altro. Per le tecniche tradizionali è importante la direzione delle pennellate, una correzione, una sfumatura, qualsiasi cosa riusciamo a captare.
Tutto può aiutarci nel nostro percorso verso il miglioramento.
Cos’è in fondo l’esecuzione di un’opera se non la somma delle nostre conoscenze?
Concludo così anche questo articolo, esortando voi che avete avuto la gentilezza di leggerlo, a far diventare il vostro l’occhio più veloce del west!
Non fatevi sfuggire nulla, il tutto andrà sicuramente a vostro vantaggio!
A presto con il prossimo articolo!
 
Andrea