I TRUCCHI DEI MAESTRI

I TRUCCHI DEI MAESTRI

Qualche articolo fa, ho esposto come sia necessario diventare permeabili, cercando di apprendere i trucchetti dei nostri miti osservando attentamente il loro operato. Tutto ciò quando l’insegnamento nelle scuole, nelle accademie, o nei corsi d’arte risulta per qualche ragione scarno o insoddisfacente.
Personalmente sono sempre stato affamato di “chicche” da apprendere ed applicare, sentendomi sempre un po’ come un bambino che guarda meravigliato uno spettacolo di prestigiatori.
Durante i corsi alla Scuola Internazionale di Comics a Roma, ho appreso, ad esempio, che una velatura verde poteva dare l’effetto di una barba appena rasata. Oppure che le ombre durante il giorno sono blu, e non nere o grigie come pensavo; mi si è aperto un mondo di curiosità e ricerca che non smetto di esplorare.
Proprio per questa ragione, quando ho iniziato ad affacciarmi all’olio, ero impaziente di raggiungere grandi risultati. Incuriosito ho ordinato su Amazon un volume che credevo potesse svelarmi i trucchi e segreti del colore dei grandi maestri. Si intitola: La Tecnica della Pittura ad Olio e del Disegno Artistico di Gino Piva. Edito da Hoepli, con in copertina un ritratto di Rembrandt.
Il libro si è rivelato ricco di informazioni, e anche se non proprio tutte erano di mio specifico interesse, non sono rimasto deluso. Sono proprio questi suggerimenti e curiosità scovati fra le pagine che vorrei condividere con voi:

        

  • secondo Giorgio de Chirico: per dare maggior potenza al verde, bisogna stendere alcune velature di giallo brillante su una base azzurro scuro. Ormai al giorno d’oggi abbiamo a disposizione centinaia di tonalità per ciascun colore, così tante che quasi nessuno pensa più a sovrapporre due primari per avere un secondario. A quanto pare invece bisognerebbe provare!
  • secondo il Maestro Leonardo da Vinci: per dare maggior risalto e brillantezza ai colori trasparenti ad olio (immagino funzioni anche in acrilico, in quanto tecnica utilizzabile in velature) bisogna innanzitutto preparare un fondo bianco, dove poi fare i passaggi a velature. In questo modo i colori applicati sopra dovrebbero risultare più accesi.
  • Rembrandt usava abbozzare i suoi quadri inizialmente solo con un chiaroscuro di bianchi e neri. Rinforzati poi con passaggi di verniciature brune intensificate con leggere quantità di azzurro. Questo come base prima di passare alla colorazione ad olio vera e propria.

 

Come Rembrandt nel suo tempo, e successivamente anche tra i pittori figurativi odierni, fare un passaggio di tonalità brune più o meno calde come base per la pittura, aiutava a ravvivare i colori e ad avere una migliore stesura di questi.
Ne è un esempio il pittore Jacob Collins. In questo suo still life (ed in altri che si possono ammirare nel suo sito: www.jacobcollinspaintings.com ) si può notare come lo sfondo viri sul rossiccio nella parte destra, dove le pennellate sembrano tirare il colore scuro su una base rossiccia.
Se il bruno fosse stato sovrapposto al nero dell’ombra, sarebbe stato più compatto e meno trasparente, come la luce ocra sull’angolo della carta ed il bordo del bicchiere.
Gli insegnamenti riportati sopra non sono che un piccolo assaggio di quello che si può trovare su questo libro a proposito della tecnica ad olio, ma il mio intento è quello di stimolare il vostro interesse… Così vi lascio, con qualcosa in più da portare nel vostro bagaglio di conoscenze da sperimentare (spero) e qualche altra curiosità da soddisfare. 
Perché come diceva il grande Leonardo da Vinci:
 
“Esperienza, madre d’ogni certezza”
 
Come sempre, ci ritroviamo qui la prossima settimana!
 
Andrea
Qualcosa di diverso: il ritratto

Qualcosa di diverso: il ritratto

Non solo fantasy ma anche ritratti…questa è la mia grande passione per il disegno!

Ogni ritratto è, prima di ogni cosa, un atto di affetto, di amicizia, di amore verso qualcuno e anche una forma di idealizzazione. (D.Palladino)

L’ispirazione

Da quando ho iniziato a capire che la matita andava sul foglio e non nel naso ho disegnato e illustrato fantasy.
D’altronde è la mia passione, ed è sempre stata chiara come il sole.
Ma udite udite ho fatto anche qualcosa di diverso!
Uno dei miei primi amori artistici è stato Caravaggio.
Approfondendo gli studi nella storia dell’arte al liceo i miei maestri sono diventati innumerevoli.
Prima di riuscire a tradurre la passione in professione, per qualche anno dopo il diploma mi sono dedicato a commissioni che riguardavano uno degli aspetti più classici dell’arte: il ritratto.

Così nel tempo…

Prima in acrilico e successivamente ad olio, ho dipinto il viso delle persone. Sempre, come è mio solito, cercando di racchiudere nel lavoro un po’ dell’anima del soggetto. Ritengo importante che il committente riconosca non solo la somiglianza, data dall’esecuzione tecnica, ma anche un pizzico della personalità del soggetto ritratto.
Allora sai veramente di aver fatto un buon lavoro.

La tecnica

Ovviamente prima di raggiungere un buon risultato pittorico, è importante raggiungere un buon risultato con il disegno: allora bisogna fare della matita una lancia, della gomma uno scudo ed affrontare tutti i mostri che puntualmente saltano fuori da ogni parte. Una volta soddisfatti con la base, vai di pennello.
Non immaginate quante volte
ho ringhiato di fronte agli occhi strabici, ai denti da mulo, alle pose rigide e poco naturali, all’anatomia sbagliata…
roba che mi sarei mangiato il foglio, la tela e tutti i tubetti.

Tempo e pazienza

Nonostante i nervi suicidati durante il processo, in cui vai di griglia per mantenere le proporzioni del soggetto (chi ha fatto l’artistico mi capisce)… posso dire di aver avuto nel tempo diversi risultati più che soddisfacenti.
Uno dei dipinti di cui vado più orgoglioso è il ritratto di mio nonno prodotto nel 2009 in acrilico su una piccola tela di 20 x 24 cm: purtroppo non ho avuto modo di conoscerlo ma sotto l’attenta direzione di mia madre ed aiutato da una vecchia foto, posso dire di essere riuscito nell’intento!

Altro ritratto…

Di cui vado fiero è quello raffigurante i nipoti di mio zio.
Il quadro di per sé non è grandissimo, una tela di 40 x 60 cm, prodotto nel 2013 ad olio.
Ho la fortuna di poterlo ancora osservare di tanto in tanto.
Il “ritrarre” l’ho sempre trovato interessante e lo abbino spesso anche al fantasy, lì dove posso.
Anche se non c’è la regola fondamentale della “somiglianza”, mi basta che il personaggio sia credibile per il suo ruolo.

Trovo molto stimolante…

Anche il riprodurre materiali, giocare con gli effetti e mettermi alla prova con composizioni e nature morte, cercando di dare a me stesso la sensazione di poterlo toccare attraverso il foglio…ma questa è un’altra storia…
Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
Qui potete trovare anche i miei lavoro fantasy…commentate e fatemi sapere il vostro parere 🙂
A presto,
Andrea
Ritratto Andrea Piparo

ritratto nipoti