ARMI ED OGGETTI MAGICI

ARMI ED OGGETTI MAGICI

Qualche anno fa, precisamente nel 2015, decisi di iniziare a realizzare una serie di personaggi, oggetti e magie, sviluppando poco a poco l’idea di un progetto personale che mi ha impegnato, con diverse illustrazioni, negli anni successivi.
Purtroppo però, con il passare del tempo, ho dovuto rimandare più volte la possibilità di concretizzare questo progetto, e le molte illustrazioni realizzate per esso pian piano sono diventate più un esercizio che tasselli dell’idea che un giorno avrei voluto sviluppare appieno.
Nonostante questo, la mia passione per la pittura non mi ha portato a vedere il lavoro svolto come una perdita di tempo, ma l’ennesima occasione da cogliere per imparare, sperimentare ed esercitarmi al fine di migliorare la mia tecnica.
La maggior parte di queste tavole ha avuto origine da uno o più bozzetti in bianco e nero, e chi mi segue già sa che in ciò consiste la parte iniziale del mio processo creativo: fissare la moltitudine di idee con schizzi veloci su carta, da conservare sempre in un piccolo archivio, rivisitabile all’occorrenza.
 
Gran parte queste illustrazioni sono state realizzate in acrilico su carta, ma tutto ciò prima di conoscere ed utilizzare le infinite possibilità del digitale, che nell’ultimo periodo mi ha permesso di risparmiare un bel po’ di tempo!
Iniziate come un appassionante passatempo, e dovendo operare con pennelli e tubetti, non volevo che queste tavole richiedessero diversi giorni per essere realizzate: così ho cercato di trovare nuovi modi per velocizzarne l’esecuzione, arrivando a dipingere intere figure e parti senza alcuna base di disegno. Non avendo la pressione psicologica di dover comunque realizzare un prodotto ineccepibile per terzi ammetto di essermi molto divertito…
Le illustrazioni dipinte da tre anni a questa parte per questo scopo, credo superino la trentina di tavole. 
Per chi fosse curioso e volesse dare un’occhiata, ho recentemente pubblicato delle immagini sulla mia pagina Fb Andrea Piparo Art nell’album dedicato alle “Armi ed Oggetti magici”; nel tempo, saranno aggiunte le altre di questa serie.
Elmi, spade, libri magici, pergamene, corazze, guanti e asce sono solo l’inizio di quello che potrete trovare nell’album!
Rimanete sintonizzati sulla mia pagina FB perché da un momento all’altro potrebbe sempre spuntare qualche novità! 😉
Grazie a tutti e a presto! 
ITALIAN SWORD & SORCERY : IL RITORNO DEGLI EROI

ITALIAN SWORD & SORCERY : IL RITORNO DEGLI EROI

Dopo le illustrazioni per “Mitologika: Le Leggende dell’Olimpo”, che mi hanno impegnato con sette fra i più conosciuti eroi dell’antica Grecia, ho avuto nuovamente il piacere di lavorare su questo tema per “Italian Sword & Sorcery.
Per questa associazione ho realizzato inizialmente la cover di “Mediterranea”, antologia di racconti ambientati nel mare nostrum, nella quale viene rappresentato Perseo nell’atto di “pietrificare” il Kraken grazie al micidiale sguardo della gorgone Medusa, la cui testa viene alzata dall’eroe verso il mostro.
Perseo, più di una volta, ha fatto ricorso all’astuzia, a stratagemmi ed anche a doni divini per affrontare le sue prove, ad armi come il falcetto di diamante o allo scudo riflettente donatigli da Atena, oggetti che fanno parte della sua storia e che per questo ho inserito nell’illustrazione.
Il manto di colore viola allude invece alla sua origine nobile e in parte divina. La cintura dorata che gli fascia il petto ha solo lo scopo di “spezzare” l’andamento di toni freddi che caratterizza tutta l’illustrazione, con il balenare contrapposto di tonalità più calde.
 
Con la seconda commissione, nata per diventare l’ immagine di copertina ufficiale dell’ associazione, ho avuto la possibilità di dare forma ed immagine ad un altro famosissimo campione di questa meravigliosa Mitologia: Eracle.
La fisicità dell’eroe era sicuramente un aspetto da considerare in quanto sua celeberrima prerogativa, ma la clava e la pelle leonina, trofeo della vittoria sull’invulnerabile leone di Nemea, erano invece gli elementi che necessitavano di essere rappresentati per il doveroso tributo all’iconografia del personaggio.
Al contrario di Perseo, per Eracle ho scelto tonalità calde, giustificate dal sole che sta tramontando alle sue spalle, il quale, in qualche modo, gli conferisce un aura “divina”; anch’egli infatti era un semi-dio in quanto figlio di Zeus.
Quindi via libera alla luce che permea tutto d’arancio, compresi l’incarnato di Eracle e la pelle ocra del leone. Avendo poi scarse possibilità di inserire altri elementi con toni contrastanti, ho cercato di smorzare il tutto con il rosa/lilla del cielo e operando qualche piccolo raffreddamento qua e là, come sul muso del leone.
Come di consueto ho preferito presentare sia i bozzetti che i disegni preliminari dei personaggi, per poi iniziare a lavorare in digitale, con lo scopo di dare conto degli step del lavoro e per avere la possibilità di apportare modifiche.
Questi sono i primi lavori che ho avuto il piacere di realizzare per “Italian Sword & Sorcery”, ma rimanete sintonizzati, perché tanto altro bolle in pentola!
Grazie per avermi seguito anche per questo articolo, alla prossima!
LO SPESSORE DELL’ ARIA

LO SPESSORE DELL’ ARIA

Come far capire, al di là delle dimensioni, cosa è in primo piano e cosa è in secondo piano o sullo sfondo?
Questa è solo una delle miriadi di domande che un illustratore si pone quando è il momento di studiare ed organizzare, in primis nella propria mente, una nuova illustrazione, con qualsiasi tecnica egli intenda realizzarla.
Mi vengono in mente un paio di modi per determinare cosa si trova “davanti” e cosa si trova “dietro” in una composizione artistica.
Il primo è lo “spessore dell’aria”. Vi sarà capitato in più di un’occasione di trovarvi davanti ad un bel paesaggio in un’ assolata giornata, e di osservare il panorama che avevate di fronte. Sicuramente avrete notato come gli elementi verso l’orizzonte come edifici, montagne ed alberi appaiano sbiaditi e velati d’azzurro, man mano che lo sguardo si allontana da noi. Questo effetto è riscontrabile maggiormente all’alba, o, in generale, quando l’aria è più umida o ricca di polveri sottili, e la causa determinante  è la rifrazione della luce solare nelle molecole dell’ariaLa luce “colora” l’ambiente che si  frappone tra ciò che osserviamo ed i nostri occhi. Più c’è distanza più questo è visibile.
Anche quando si dipinge, per dare alla scena la giusta profondità, è necessario sbiadire ed in qualche modo “appiattire” gli elementi che si trovano sullo sfondo. In questo modo l’autore può far sì che lo spettatore non sia confuso dalla moltitudine di dettagli, ma che invece ponga un focus spontaneo su ciò che succede in primo piano.
Per fare un esempio concreto mi vengono in mente i dipinti di Petar Meseldzija:
Per dare l’effetto di lontananza ad uno sfondo, è bene considerare che le ombre si schiariranno andando verso la linea dell’orizzonte, avvicinandosi di tono alle zone illuminate.
Come approccio al dipinto si possono da subito usare tonalità adatte alla circostanza, oppure dipingere nel dettaglio (senza considerare “nere” le ombre) e velare poi di celeste il risultato. Ricordarsi anche di sfocare, sacrificando i dettagli, fino ridurre gli elementi ad indistinte figure sullo sfondo, se il dipinto contempla grandi lontananze.
Vale la pena sottolineare che il tono della velatura è sempre soggetto alla tonalità delle luci che stiamo dando: se l’ illustrazione è pervasa da una luce calda come viola o rossa, ad esempio, anche la velatura e tutti i particolari sullo sfondo avranno tonalità calde.
Come, ad esempio, si può notare in questa illustrazione di Michael Komarck:
Un’ altra risorsa che chi dipinge ha a disposizione, per determinare cosa sia “davanti” e cosa sia “dietro”, è quella di ricorrere  ai “superpoteri” della teoria del colore. Generalmente i colori accesi e caldi, come un rosso intenso, risaltano all’occhio più di quelli freddi, dandoci l’impressione che abbiano in qualche modo la predominanza sugli altri. In contrapposizione, colori freddi come il blu, si allontanano.
L’attenta gestione e il controllo del colore in tal senso, scaldando o raffreddando leggermente una tonalità. Ciò può fare la differenza, e far risaltare elementi che tendono a “fondersi troppo nella massa”.
Il dipinto, l’illustrazione, il disegno, dovrebbero contenere, in qualche modo, la “guida turistica” di chi osserva l’opera, e, per fare in modo che ciò accada, l’artista deve inserire tutti i riferimenti-guida di cui dispone, mettendola nelle condizioni di raccontarsi da sola.
 
Questo è tutto per oggi. 
Ciao ragazzi, alla prossima!
MANI CHE PARLANO

MANI CHE PARLANO

Le mani sono uno degli elementi più affascinati del nostro corpo, grazie a loro possiamo fare molte cose come afferrare, accarezzare, spingere, sentire ed anche “parlare”.
Alla stregua del viso potremmo dire che le dita, i palmi, il polso e tutte le parti che le compongono, sono in effetti in grado di esprimere sentimenti e raccontare fatti senza l’ausilio delle parole.
Questo aspetto è stato sempre utilizzato nell’arte figurativa, ed i grandi Maestri del passato ne conoscevano molto bene l’immenso potenziale “narrativo”, raffigurando spesso e volentieri i propri personaggi nell’atto di gesticolare ed interagire con gli altri attraverso le mani.
Tutto ciò al fine di aumentare il pathos delle scene, rendendo così la propria opera interpretabile, apprezzabile e comprensibile da chiunque, grazie ad un linguaggio universale.
Di grandi autori se ne potrebbero elencare a centinaia, di tutte le epoche e nazionalità, ed altrettante opere sono state realizzate approfittando del potere “eloquente” delle mani.
E’ sempre stato un imperativo il bisogno di comunicare usufruendo di questa possibilità. Proprio per la necessità di raccontare tramite immagini le scene o la situazione che si sta rappresentando. Un illustratore si pone sempre la domanda: “ come posso spiegare al meglio ad uno spettatore ignaro cosa sta succedendo?”. 
L’immagine è il primo elemento che cattura l’occhio e, se ben strutturata, racconta già tutto prima di testi e descrizioni. Le mani, in tal senso, sono un ottimo strumento narrativo.
Donato Giancola in particolar modo, famosissimo illustratore fantasy americano, apprezzato per il suo stile classico e l’uso magistrale della tecnica dell’olio, ha fatto della rappresentazione delle mani un vero e proprio culto. Oltre a dedicare in ogni dipinto molta della sua attenzione a queste parti anatomiche, ha talvolta prodotto intere opere sfruttando esclusivamente il loro potere di “eloquenza”, esprimendo aspetti della vita quali età e lavoro, come anche forza, grazia, sofferenza e tensione solo dipingendo delle mani.
 
Io stesso cerco di utilizzare al meglio questa carta per rendere più “espressivi ” i miei lavori, cercando sempre di trovare la posizione inusuale, la meno ovvia, e talvolta complicandomi la vita non poco nel tentativo.
Ma la sfida consiste nel trasfondere la mia passione  nell’opera, e di conseguenza, emozioni in chi la osserva, ed io non mi tiro mai indietro…
Mi auguro che abbiate trovato in questo articolo qualche spunto di riflessione, che vi abbia incitato ad esercitarvi nella rappresentazione delle mani (anche perché non sono facili, e per questo non se ne disegnano mai abbastanza!) e spero conveniate con me nel riconoscere in loro una grande risorsa narrativa, che meriti l’impegno profuso.
Ancora una volta un saluto a tutti!
 
Andrea
LA  MAGIA DELLA LUCE E DEL COLORE NELL’ILLUSTRAZIONE PER RAGAZZI

LA MAGIA DELLA LUCE E DEL COLORE NELL’ILLUSTRAZIONE PER RAGAZZI

Qualche giorno fa, passeggiando per un mercatino di Natale, ho trovato un libro che mi ha riportato indietro nel tempo, a quando, da bambino, osservavo sognante le illustrazioni nei libri di favole, di mitologie e delle leggende. Non ho potuto fare a meno di acquistarlo, soprattutto perché ora,  con un occhio più allenato all’estetica dell’illustrazione, sono a maggior ragione affascinato dalla bellezza di quelle immagini.
Il volume in questione appartiene alla collana dei “Miti Oro”, volumi illustrati che mirano a far conoscere ai ragazzi classici come “La Divina Commedia” o le leggendarie gesta di eroi quali Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda, Ulisse ed Enea per la mitologia greca, oppure la storia nelle favole di personaggi come Robin Hood e molti altri. Tutti meravigliosamente illustrati da Piero Cattaneo, il quale ha creato, probabilmente con acquerello o tempera, composizioni di figure elaborate e vive, ed ambientazioni variopinte e luminose che mi hanno attratto come una falena su una lampada accesa.
L’uso del colore è così vario e delicato che ogni pagina risulta essere una piccola gioia per gli occhi. Accostamenti che spesso sono restìo ad osare, preferendo non inserire troppe tonalità diverse in una sola immagine. Cercherò di fare un passo avanti in tal senso e di applicare ciò che ho “rubato con gli occhi” a questo artista.
Denis Gordeev, illustratore di origini russe, condivide con Piero Cattaneo lo stesso uso del colore così intenso, vivace, e che non necessariamente rende conto alla realtà e alle regole della luce, a favore di una narrazione visiva più chiara ed immediata.
Lo conosco principalmente per i lavori in bianco e nero ed a colori, realizzati per le opere di Tolkien come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit ed Il Silmarillion, ma anche le cover dell’edizione russa di “The Witcher” opera fantasy dell’autore polacco Andrzej Sapkowski.
Nelle sue opere create per i libri per ragazzi, si evince la stessa cura per la composizione e la gestualità dei personaggi, la medesima attenzione nell’uso dei colori.
Entrambi hanno uno stile classico e forse un po’ retrò, soprattutto nei costumi e per la fisionomia dei personaggi, ma presentano uno stile ed una funzionalità narrativa che forse si è un po’ persa.
Con l’avvento del digitale è diventato sempre più facile realizzare prospettive complesse ed effetti spettacolari che affascinano per l’estremo realismo. Tuttavia credo ci sia sempre da imparare da questi maestri e dal loro utilizzo delle tecniche tradizionali, illustrazioni che realizzano grazie unicamente alla propria esperienza e capacità, opere uniche e meravigliose, rese vive da ogni pennellata e perché no, anche da ogni errore e correzione.
Spero di aver suscitato in voi un po’ di curiosità per questi due artisti, presentati in questo articolo quali esempi di maestria dell’illustrazione classica per ragazzi, con l’augurio che il mio suggerimento accenda in voi, come è successo per me, la scintilla dell’ispirazione e della meraviglia!
Vi rimando ad un paio di siti internet dove potrete scoprire di più su di loro: http://www.pierocattaneo.org/cattaneo/illustrazioni/  e  http://book-graphics.blogspot.it/2014/01/tolkien-ill-denis-gordeev.html
Un saluto e a presto con il prossimo articolo!
 
Andrea
RIGENERARE L’ISPIRAZIONE

RIGENERARE L’ISPIRAZIONE

Dopo un lungo periodo di “stop”, da qualche settimana sono finalmente tornato ad armeggiare con colori, pennelli e matite. Alleluia! 
Accade, come è normale nella vita di qualsiasi persona che svolge un’ attività artistica, che ci si trovi a vivere momenti di abbondanza, in cui tutto sembra facile: si trabocca di idee e si marcia, come una locomotiva, a tutta velocità. Poi arrivano fatalmente i periodi di nulla totale… interi giorni in cui la matita pesa in mano, con accanto la strisciante paura di aver perso ogni possibilità di produrre qualcosa di decente. 
Quando si presentano questi periodi di magra, in cui magari incombono anche delle scadenze lavorative, la testa si rifiuta categoricamente di applicarsi, e l’unica cosa che può salvare dal panico è dirigere l’attenzione su altro, aspettando pazientemente che il desiderio di rimettersi all’opera si degni di tornare.
Ho capito a mie spese che non serve ostinarsi ( accidenti se ci ho provato! ), peggiora solo la frustrazione del non riuscire. Bisogna invece distrarsi, se è possibile parlare con qualcuno che condivida le stesse passioni e lo stesso lavoro, perché  avere un proficuo scambio di idee può aiutare a sbloccarsi e a ripartire più carichi di prima.
Recentemente, durante la partecipazione alla trascorsa Lucca Comics, stavo attraversando un periodo di quelli appena descritti ( che gran tempismo eh? ). Per fortuna ho avuta la gradita occasione di conoscere Giampaolo Bianchi e di scambiare quattro chiacchiere con lui. Giampaolo è un artista il cui studio si affaccia su una delle strade principali di Lucca, con una grande e luminosissima vetrata. Il suo stile, a metà tra il surreale e il fantastico, mi ha subito colpito: sono entrato incuriosito, attratto dalle donne misteriose e affascinanti che rappresenta, adorne di elmi dorati ed elaborati copricapi che un po’ ricordano le guerriere di Boris Vallejo e Julie Bell. 
Così, dopo aver ammirato attentamente i suoi dipinti, ho avuto modo di stringergli la mano e di fare la sua conoscenza.
Abbiamo parlato non solo di pittura, ma anche di “musica pittorica” e di come il pennello sia lo strumento che traduce in colori le “note” delle armonie che abbiamo in testa. Mi ha raccontato qualcosa sul suo personale modo di affrontare lo sconforto che ti assale quando sei “a secco” e cioè il ricorso alla scrittura. Abbiamo infine convenuto sul fatto di come la pausa mentale sia utile e fisiologica, e sulla necessità di attingere ad altre fonti per fare in modo che l’ispirazione torni prepotente. 
Confortato da questo purtroppo breve ma profondo incontro, una volta a casa, dopo l’evento, sono tornato entusiasticamente a dipingere.
Vi consiglio una visita al sito dell’artista Giampaolo Bianchi, che ringrazio ancora per la bella chiacchierata e che saluto caramente!
Un saluto affettuoso anche a voi!
 
Andrea