SELESTAR SAGA – LA COVER

SELESTAR SAGA – LA COVER

Selestar Saga, cover art per Frederick Goodyear

Fra i lavori portati a termine nel trascorso mese di Ottobre ce n’è uno che si è rivelato essere un’eccitante sfida da vincere con me stesso.
L’illustrazione in questione è l’immagine per la copertina del primo volume della serie fantasy “Selestar Saga – Le armi degli Dei”, creata da Frederick Goodyear.
La sfida, mai affrontata fino ad ora, consisteva nel realizzare una composizione raffigurante cinque personaggi, tre dei quali ( i più rilevanti, se vogliamo) dovevano essere ben visibili frontalmente mentre gli altri due dovevano figurare sullo sfondo.

Per ognuno di questi andavano rappresentati dettagli ed elementi caratterizzanti, dei particolari riconoscibili dal lettore che si avventura nel racconto, come ad esempio una bussola di legno e il bastone bianco proprietà del mago, l’ascia bipenne del guerriero sulla destra, l’amuleto a forma di sole del sacerdote sulla sinistra, le magiche spade dell’elfo albino e del re, alle spalle dei tre eroi, e diversi altri.

I bozzetti preliminari “Selestar Saga”

Approntati dei bozzetti per mettere su carta l’idea con il cliente, ho realizzato successivamente un disegno preliminare dell’illustrazione Selestar Saga, che rispettasse l’impostazione scelta, ovvero a “triangolo”, che in qualche modo rimandasse verso l’alto lo sguardo dello spettatore.

 

Bozza disegno Selestar Saga

Come di consueto ho scattato delle foto ad amici e conoscenti ( che ringrazio molto per la pazienza..), per avere disponibili gran parte dei riferimenti, cercando di rappresentare tutti i personaggi piuttosto dinamici, al fine di rendere più interessante ed accattivante la composizione.
Pensando a loro come a tre eroi pronti a compiere epiche gesta. Il difficile è stato immaginare posizioni che lasciassero visibili gli elementi di ognuno e che non interferissero fra di loro, cosa che avrebbe creato caos o incroci di linee.

Disegno selestar saga fantasy

Ai due personaggi sullo sfondo ho apportato all’ultimo minuto dei cambianti sostanziali alla posa e all’inquadratura, scegliendo di ritrarli più grandi e ravvicinati di come li avevo concepiti inizialmente, rendendo così più visibili le loro fattezze.

In questo modo ho potuto concentrarmi di più anche sulle spade, elementi importanti per entrambi, rappresentando le antiche scritte in una lingua dimenticata sulla lama del Re e pensando ad un design “demoniaco” per la spada del negromante.

Il risultato dell’illustrazione per Selestar Saga, sembra essere piaciuto agli appassionati delle illustrazioni fantasy, e di questo sono molto contento; spero che condividiate tanto entusiasmo e che piaccia anche a voi!

Il romanzo è attualmente in fase di editing, quindi credo ci vorrà ancora del tempo prima che sia disponibile in forma cartacea, ma la pazienza è la virtù dei forti!

Grazie a tutti e a presto.

illustrazione selestar saga eroi fantasy

SANGUIGNA, CARTA DA SPOLVERO E QUALCHE DRAGO

SANGUIGNA, CARTA DA SPOLVERO E QUALCHE DRAGO

Sanguigna su carta da spolvero e via ai draghi

Chi mi segue sulla pagina fb: Andrea Piparo art, su Instagram o su questo sito sa benissimo che ogni tanto aggiungo alla galleria dei miei lavori qualche disegno, a sanguigna su carta da spolvero, con l’immancabile tocco del pastello bianco per un effetto più “tridimensionale”.

Alcuni dei lavori di quest’anno hanno riguardato dei draghi, prodotti in tempi diversi, ma tutti realizzati con gli stessi materiali e la stessa tecnica.

Nel tempo ho avuto modo di provare qualche marca di carta da spolvero, tutte a parer mio troppo “sbiadite” per produrre un apprezzabile effetto 3D quando era il momento della matita bianca; ad un certo punto mi sono imbattuto nella XL Kraft della Canson, non certo economicissima ma di ottima qualità (d’altronde è Canson!), carta in grado di darmi quell’effetto “magico” nel disegno che prima avevo solo ammirato nei lavori dei miei maestri preferiti: Donato Giancola, Matthew Stewart e Michael C. Hayes.

tecnica sanguina e carta da spolvero kraft

La coppia sanguigna-carta da spolvero non è una coppia facile (almeno per come io sono abituato ad usarla), qualsiasi segno più deciso del leggero tratto in punta di matita, se si prova a cancellarlo rimane ostico alla gomma più efficace; così, quando intendo usare questi materiali insieme, devo prima abbozzare uno “scheletro” del disegno, una base leggera che mi dia la traccia e la forma del soggetto, per poi entrare nel dettaglio calcando la mano là dove mi sento sicuro di poterlo fare.

Con una reference sotto gli occhi certo è più facile, e anche se questa mi dovesse aiutare solo per una parte del processo, sarà comunque una parte facilitata a paragone di quello che si deve immaginare ed inventare facendo a meno dell’aiuto visivo.

“The Dragon want’s you!” il disegno eseguito in occasione del Crowdfunding per “La Tana del Drago” ( Centro studi Tolkieniano con sede a Dozza ) ne è un esempio: infatti il disegno è un chiaro rimando al famosissimo slogan del caro vecchio Zio Sam che invitava i patrioti ad arruolarsi.. qui per la prospettiva della mano (zampa?) la reference era ovvia!

tecnica sanguigna disegno drago

Come ho sicuramente accennato in altri articoli precedenti, per mia scelta tendo ad evitare la vera e propria sanguigna, preferendole matite colorate che si possono trovare nei negozi d’arte, come una tonalità marrone o terracotta della Faber Castell (che impropriamente chiamo sanguigna) di un colore non classicamente rosso.

Per i ritocchi con la matita bianca mi trovo molto bene con la Lumocolor Permanent della Steadtler, che è cerosa, e per questo più coprente delle normali matite bianche, cosi da avere un risultato più incisivo.

Da usare però solo a disegno concluso, perchè la sua sovrapposizione con la sanguigna produce una tonalità rosa che proprio non mi piace vedere. Non disdegno anche qualche piccolo rinforzo con l’Uniposca quando sento il bisogno di accentuare qualche particolare bianco.

Dopo avervi “svelato” il frutto delle mie innumerevoli sperimentazioni vi lascio con questi draghi, affinchè possano guidarvi nell’avventura.

Se vi state affacciando o siete intenzionati a sperimentate questa tecnica, fatelo senza remore, e preparatevi ad avere strisciate rosse su tutto il piano di lavoro ad opera del lato della mano.
Divertitevi, in primis, e vedrete che dopo qualche prova questa tecnica vi darà delle gran belle soddisfazioni.

A presto!

disegno drago fantasy con tecnica sanguigna

Il signore degli anelli: Nebbia sui Tumulilande

Il signore degli anelli: Nebbia sui Tumulilande

Lo spettro di Tumulilande

Fredda è la mano, le ossa e il cuore, freddo il corpo del viaggiatore

Lo spettro dei tumuli è una scena descritta ne “Il Signore degli Anelli” che mi è molto dispiaciuto non vedere nel film e che ho molto apprezzato nel libro. Il motivo è presto detto: ho questa passione per il macabro, quindi spettri e cose così mi sono sempre interessate. Nella scena viene descritto un punto della storia in cui tutti gli hobbit, proseguendo nel loro viaggio, si trovano in una zona chiamata Tumulilande, o Tyrn Gorthad. Sono collinette erbose ad est della Contea coperte da una perenne foschia. Dopo essere tutti caduti preda dell’incantesimo dello spettro dei tumuli, Frodo è il primo che si sveglia  e vede gli amici sdraiati l’uno di fianco all’altro, vestiti di bianco e circondati da tesori. I quali diventano freddi e ripugnanti quando una inquietante luce verde pervade l’ambiente. All’improvviso una mano rinsecchita fa capolino dietro di loro. Questa cerca di avvicinarsi ad una spada, che era stata posta sui tre piccoli colli degli hobbit addormentati.
Frodo tuttavia anticipa lo spettro ed in un impeto di coraggio afferra un’altra spada e mozza la mano dell’aggressore.

Colline Tyrn Gorthad

La tecnica utilizzata…

 

Ho utilizzato l’olio per questa illustrazione del 2012. È una delle prime illustrazioni ad olio che ho fatto. La scelta dei colori è stata piuttosto ovvia perchè mi sono affidato completamente alla descrizione che Tolkien fa nell’ottavo capitolo de “Il Signore degli Anelli“. È molto dettagliata, non ho spaziato molto con la fantasia sia per il discorso colori sia per quello della composizione dell’immagine.

Ho preso un modello d’eccezione…

per tutte e quattro le pose: sono IO!

Mi sono fatto fotografare con un accappatoio sdraiato per terra con della chincaglieria addosso e con una luce verde che sta a simboleggiare lo spettro. La mano di quest’ultimo invece è quella di mio padre che si è prestato per l’illustrazione. Cosa non si fa per l’arte!

Ho guardato molto la tecnica e lo stile di Donato Giancola perchè rimane uno dei miei riferimenti più autorevoli per l’olio.

Lo spettro del tumulo

Sketch – Lo spetto del Tumulo
grafite su carta 21 x 30 cm

Cosa ne pensate di questa illustrazione?

Commentate numerosi 🙂

Il flagello di Isildur

Il flagello di Isildur

La storia di Isildur e dell’Anello

Questa settimana mi piacerebbe scrivere qualche riga a proposito di un dipinto che è nato circa tre di anni fa da un’idea compositiva piuttosto semplice: Il Flagello di Isildur.

Come molti di voi sapranno…

nelle vicende narrate da Tolkien ne Il Silmarillion, Isildur, erede di Elendil, durante lo scontro con Sauron riesce, in un ultimo disperato gesto, a separare l’Anello dal dito dell’oscuro Signore di Mordor. Questa parte della storia è l’avvenimento chiave che in seguito influenzerà il destino di tutti i personaggi del Signore degli Anelli.
Proprio con questo pensiero, nel 2014 crebbe in me l’interesse di rappresentare tale scena, cercando di cogliere, con uno zoom dell’inquadratura, il momento esatto in cui tutto iniziò.

L’avidità e la brama di potere…

che si manifestano in Isildur, nel momento in cui si rende conto di avere a portata di mano il più grande potere di cui l’uomo avrà mai l’occasione di disporre, è travolgente e irresistibile.
Tanto da indurmi a pensare se questo sia ancora un suo sentimento, o il potere corruttore dell’Anello abbia già iniziato a sopraffarne la volontà.

L’idea mi giunse…

come un fulmine a ciel sereno, non avevo bisogno di decidere o cercare nulla, era già tutto nella mia testa. Mi serviva solo qualche foto e il materiale per cominciare.
Per una resa più realistica, l’olio era la scelta migliore.
Data l’ambientazione, anche per la scelta della tavolozza non avevo molto di cui decidere.
Personalmente è uno dei miei dipinti che penso sia venuto meglio e per quanto mi sia sforzato credo di essere riuscito a rendere (e spero suscitare nell’osservatore) i giusti stati d’animo: la nera terra di Mordor su cui Isildur si trova disteso dopo lo scontro, tutte intorno luci rosse infiammano il campo di battaglia, le mani dolenti, le dita ferite e sporche che si trascinano centimetro dopo centimetro verso quel magico cerchio dorato.

Il potere che ora giace a terra senza padrone, in attesa di essere preso!!

Quali emozioni vi suscita questa illustrazione?
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